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Luoghi -
Storie e leggende
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Il bellissimo castello di Bracciano si erge su una collina che svetta sull'omonimo lago. E' un castello conservato benissimo e ricco di fascino e mistero. Uno dei punti più affascinanti dell'intero edificio è la Sala di Isabella, a cui è legata la storia della principessa Isabella de' Medici, che uccideva i suoi amanti facendoli cadere in un trabocchetto, ed alla leggenda del suo fantasma che, secondo alcuni, starebbe ancora girovagando per il castello e sulle rive del bellissimo lago.
L'ultima sala del primo piano (piano nobile) è la sala dedicata ad Isabella de' Medici. Ella sposò nel 1560 l'allora duca di Bracciano, Paolo Giordano Orsini. Le leggende che la riguardano raffigurano una donna inquieta dai numerosi amanti, che amava presenziare ad alcuni dei numerosi ed eleganti eventi mondani del castello, coperta di soli veli. Morì per mano di suo marito, che la strangolò adducendo come scusa alla sua infedeltà, essendo comunque innamorato di un'altra.
Nella sua stanza, arredata in stile veneziano con mobili del '600, è perfettamente conservato l'elegante letto a baldacchino, ma anche il suo armadio. Sembra quasi di vederla, mentre guarda pensosa il lago, affacciata al suo balcone. Chiudendo gli occhi, sembra quasi di poter sentire il suo profumo.
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Storie e leggende
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La mummia del Beato Pellegrino da montefalco è conservata in una teca, all'interno della chiesa di Sant'Agostino. E' davvero incredibile la perfetta conservazione del corpo, oltre che la sua leggenda molto affascinante.

Si dice che quest'uomo giunse in Montefalco per venerare Santa Chiara. Terminata la sua visita alla chiesa dedicata alla santa, costui si recò alla chiesa di Sant'Agostino, dove aveva probabilmente l'intenzione di pregare anche i corpi delle due devote alla santa, le Beate Illuminata e Chiarella.
L'uomo rimase nella chiesa anche dopo l'orario della chiusura e si addormentò, infine, ai piedi di un confessionale. Al mattino, il sacrestano trovò l'uomo in quella posizione e tentò vanamente di svegliarlo: il pellegrino era morto nella stessa posizione in cui lo vediamo oggi, all'interno della teca.
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