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Venezia è una città magica, meravigliosa. Spesso, però, i troppi turisti che affollano le strade rendono difficile il poter apprezzare pienamente delle meraviglie che questa città può offrire. Noi l’abbiamo visitate fuori stagione ed abbiamo trovato un’atmosfera davvero particolare.
Scrivere un articolo su Venezia non è cosa semplice, perché tutto quello che c’era da dire è già stato detto da qualcun altro. Esattamente come le fotografie che si possono scattare in questa meravigliosa ed unica città. Basta guardare il flusso turistico e le persone che si incontrano durante la visita, turisti che arrivano da ogni dove si incontrano e spesso si scontrano in giro per le calli veneziane.
Noi abbiamo deciso di visitarla e raccontarla in un momento in cui l’afflusso turistico è decisamente minore e Venezia è più distesa, rilassata, ma forse malinconica, oltre che bagnata. L’inverno porta a questa grande città un atmosfera diversa, pensierosa. Mentre giri per le calli e per le piazze o attraversi uno degli oltre 400 ponti che attraversano i canali sembra quasi irreale il fatto di trovarsi spesso soli.
La forma di venezia
Quando si cammina per le strade di Venezia non sempre ci si rende conto di stare camminando dentro un pesce. Infatti, la città vista dall’alto ha questa particolare forma: una specie di sogliola. Il ponte che collega Venezia alla terra ferma sembra un filo che prende il pesce all’amo.
Piazza San Marco
Una delle piazze più famose d’Italia, grazie alla sua bellezza. Prende il nome dalla basilica di san Marco che qui si erge. Utilizzata nelle diverse epoche per scopi diversi, dalle esecuzioni capitali, a tornei, a processioni. Oggi si possono vedere persone sommerse dai piccioni, oppure i turisti camminare su ponteggi di legno quando nella piazza c’è l’acqua alta. Sconsigliamo solo di usufruire dei bar della piazza, spesso cari come gioiellieri. Allontanandosi pochi metri dalla piazza, infatti, i prezzi tornano nella norma.
Il ponte di Rialto
E’ il più antico dei quattro ponti che attraversano il Canal Grande. Originariamente chiamato ponte della Moneta, era un ponte galleggiante, poi divenuto di legno con la sezione centrale che poteva essere sollevata quando dovevano passare le navi più alte.
Il nome attuale, Ponte di Rialto prende il nome dall'importante e rinomato mercato, appunto, di Rialto.
Crollato diverse volta, venne ricostruito definitivamente nel 1591 dall’architetto Antonio da Ponte.
Il ponte dell’Accademia
Nel 1854 venne aperto al pubblico il ponte della Carità, oggi ponte dell’Accademia (prende il nome dalla vicina Accademia delle belle arti) che si affiancava al ponte di Rialto nell’attraversare il Canal Grande. Questo ponte nel periodo del fascio divenne instabile e pertanto fu distrutto ed in poco più di un mese venne ricostruito provvisoriamente, in attesa di ricostruirlo in pietra, rivelandosi invece talmente solido che dal 15 febbraio 1933, giorno della sua apertura al pubblico, a tutt’oggi è ancora lì, nonostante le costanti esigenze di manutenzione, in particolar modo alle parti in legno.
Le gondole
Visto il poco afflusso turistico, in giro per la città si vedono poche Gondole in effettivo servizio, ma molte possono essere ammirate sui moli, semicoperte ed in attesa della bella stagione. Un tempo questa era il mezzo di trasporto più utilizzato dai veneziani. La struttvura della gondola è molto complessa, visto che è formata da 280 pezzi, e per questo la sua costruzione richiede più di un anno. I due “pettini” alle estremità servono a parare eventuali urti, ma quello di prua è più grande perché serve anche a riequilibrare l’imbarcazione col peso del gondoliere.
Alcuni punti di Venezia offrono la possibilità di vedere dei veri e propri parcheggi per le gondole. Luoghi poetici e magici per tutti i turisti che si alternano su queste vie. Forse, la poesia a volte viene anche aumentata dai bellissimi panorami di cui si può godere in città.
I pozzi
Un tempo a Venezia l’approviggionamento di acqua avveniva tramite i numerosi pozzi ancora oggi visibili in numerose piazze, che contenevano acqua piovana filtrata e molti dei quali donati da famiglie abbienti e nobili. Le camere d’argilla sottostanti, addette anche al filtraggio, venivano riempiti tramite dei tombini paralleli al pozzo stesso (due o quattro). Quando poi fu costruita la rete idrica i pozzi non vennero più utilizzati, furono coperti con gli attuali “coperchi” in metallo e lasciati a scopo ornamentale.
L’acqua alta
Molti turisti rimangono affascinati dall’acqua alta che invade la città in determinati periodi. Questa può andare da pochi centimetri ad oltre un metro e mezzo. Chi va a visitare la città né rimane affascinato e vede come un colpo di fortuna aver avuto l’occasione di vedere questo evento naturale. Chi abita in città, invece, non ha la stessa visione dell’evento. Le case che si allagano, le cantine inondate, la difficoltà nei movimenti rendono questa situazione davvero odiosa per i residenti, rispetto ad una delle cose più apprezzate dal turismo mondiale.
I mezzi pubblici
Per muoversi a Venezia con i mezzi pubblici, possono essere utilizzati i vaporetti, oltre alle gondole. Questi collegano diversi punti della città ed in particolare le isole di Burano e Murano. Alcune linee collegano anche Punta Sabbioni o Chioggia. Le tariffe sono variabili e vanno a tempo, ma ci sono anche speciali abbonamenti turistici che vanno dalle 12 ore all’intera settimana. Per informazioni consultare il sito dell’ACTV .
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