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| I templi di Selinunte, gioiello dell'archeologia della Sicilia |
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Una colonia greca arrivata in Sicilia costruì Selinunte, mirabile città che divenne subito importante centro, in grande rivalità con l'odiata Segesta e protetta dalla forte Siracusa, che però non riuscì ad impedirne la distruzione ad opera della città rivale e dei cartaginesi. Oggi Selinunte è un sito magico ed affascinante, di cui poco è rimasto intatto. Si può quindi girare tra le macerie dei numerosi templi in stile dorico, osservando pezzi di colonne e capitelli dorici. La città era protetta da un alto muro di cinta a gradoni, di cui ancora oggi si può ammirare una parte intatta nella zona EST. La posizione leggermente alta sul livello del mare (circa 50 metri) permette di ammirare sullo sfondo un paesaggio davvero incredibile che, insieme alla posizione favorevole (acqua e pesce in abbondanza), spiega la scelta del luogo fatta dai greci, da sempre amanti del bello, per erigere Selinunte. La vita a Selinunte era decisamente agiata e sfarzosa. Ricchi banchetti, feste eleganti, abiti meravigliosi, edifici possenti erano soltanto alcune delle caratteristiche che rendevano questa città bellissima ed unica. Qui c'erano i ricchi borghesi e intellettuali. Ma Selinunte era anche molto ambiziosa e mirava all'espansione, curando il suo esercito ed il sistema di difesa. Diviene un impero molto potente e si espande fino a Sciacca. Raggiunge i 200.000 abitanti, di cui almeno 33.000 solo nella città principale. All'espansione verso occidente, seguì quella verso Mazara e verso Segesta, con cui la rivalità e l'odio inevitabilmente crebbero a dismisura fino a sfociare in vere e proprie guerre. L'espansione di Selinunte preoccupava molto Segesta, che ricevette il vano aiuto di Atene, che però subì una disfatta catastrofica. Nel 409 a.C., però, l'impero di Cartagine, arrivato in aiuto ancora della rivale, assediò Selinunte per nove giorni, dopo i quali ebbe il sopravvento e la rase al suolo. Il sito archeologcoVisto che non si conoscono le divinità a cui erano dedicati, i templi sono stati nominati con le lettere dell'alfabeto. Tre sono le zone che in cui è suddiviso il sito: su una collina nella parte orientale della città vi sono i resti di tre templi, G, F ed E. Lontano da questi, ci sono altri 5 templi: O, C, D, A e B. Ad ovest, invece,i resti di un antico santuario di nome Malaphoros. Il tempio EVenne costruito intorno al 500 a.C. ed è l'unico che è possibile ammirare "sano", visto che venne rialzato in tempi recenti ed è largo circa 70 metri per 27, per una superfice totale occupata di circa 1900 mq. E' circondato da colonne (6x15). In antichità, il tempio aveva un tetto spiovente, architettonicamente ed esteticamente meraviglioso. Come gli altri, anche il tempio C è rivolto ad oriente e, secondo studi recenti, doveva essere dedicato alla dea Hera. Il tempio GIl tempio G era dedicato a Zeus, come testimonia una tavola rinvenuta al suo interno. Era uno dei più imponenti e grandiosi dell'era antica, anche grazie alle sue mastodontiche proporzioni (113 m. x 54, per un totale di 6.126 mq occupati ed un'altezza di 30 metri). Nella parte frontale vi erano 8 colonne, mentre su ogni lato 17. La sua costruzione iniziò attorno all'anno 530 a.C. e non fu mai completata, visto l'arrivo di Annibale e dei cartaginesi che rasero al suolo la città. Il tempio CDopo una passeggiata molto interessante, si giunge all'area dove ci sono gli altri templi, le case ed i negozi. Qui i templi sono cinque, ma su tutti si erge quello dedicato ad Apollo, al momento della nostra visita, in fase di ristrutturazione. Anche questo tempio era molto elegante ed importante. Sembra che questo tempio venne distrutto da un violentissimo terremoto e la leggenda afferma che questo sarebbe avvenuto nel momento preciso in cui Gesù morì sulla croce. 13 colonne vennero comunque rialzate intorno all'anno 1925 da Iole Bovio Marconi.
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